Il destino dello stadio di Pisa torna al centro dell’agenda politica cittadina. Lunedì 4 maggio, la Prima commissione consiliare si è riunita per approfondire le opportunità offerte dal Decreto Legislativo 38 del 2021, meglio noto come Legge Stadi. L’obiettivo dell’incontro, promosso dal consigliere Lorenzo Vouk, è stato quello di fare chiarezza sugli strumenti normativi che potrebbero semplificare e velocizzare l’ammodernamento dell’impianto di Porta a Lucca, garantendo al contempo trasparenza amministrativa e tutela dell’interesse pubblico.
Il dirigente Luca Leone ha illustrato il percorso burocratico previsto dalla normativa, che si articola in fasi precise. Il primo passo spetta alla società sportiva, che deve presentare un documento di fattibilità delle alternative progettuali insieme a un piano economico-finanziario. Successivamente, il Consiglio comunale è chiamato a riconoscere l’interesse pubblico dell’opera. Un ruolo determinante è affidato alla conferenza dei servizi: una fase preliminare verifica la validità del progetto, mentre quella decisoria deve esprimersi nel merito entro 120 giorni, riducendo drasticamente i tempi rispetto alle procedure ordinarie.
Nonostante il quadro normativo favorevole, al momento il Pisa Sporting Club non ha presentato alcuna proposta formale per l’Arena. La società nerazzurra ha infatti scelto di dare priorità assoluta alla costruzione del nuovo centro sportivo nel quartiere di Gagno. Parallelamente, il Comune sta aggiornando la perizia sul valore dello stadio, reso superiore dai recenti investimenti di circa 1,9 milioni di euro necessari per l’adeguamento ai criteri della Serie A. Resta sul tavolo l’ipotesi dell’alienazione del bene, sebbene dal dibattito politico emergano visioni differenti sulle modalità di gestione.
Lorenzo Vouk, per la lista Pisa al Centro, ha espresso soddisfazione per il dialogo costruttivo tra l’amministrazione Conti e il sodalizio nerazzurro, sottolineando come gli investimenti degli ultimi anni non abbiano precedenti nella storia recente della città. Vouk ha inoltre confermato che il futuro stadio resterà nel quartiere di Porta a Lucca, precisando che nessuna pendenza legale ne ostacola la riqualificazione. Di diverso avviso sulla proprietà è il Partito Democratico: il consigliere Marco Biondi, pur vedendo nella Legge Stadi un’occasione concreta, ha suggerito di valutare il diritto di superficie a lungo termine (90-99 anni) anziché la vendita, per mantenere l’impianto nel patrimonio pubblico del Comune.
Il dibattito resta aperto, con la consapevolezza condivisa che l’ammodernamento dell’Arena Garibaldi rappresenti una sfida fondamentale per la competitività del club e per la riqualificazione di una parte storica della città. La Legge Stadi viene dunque vista come il binario giusto su cui far correre il progetto, a patto di trovare un equilibrio tra la sostenibilità economica dei privati e la salvaguardia del valore sociale e infrastrutturale della casa dei tifosi pisani.








