Un duro colpo al mercato dello spaccio radicato nel cuore di Pisa. Sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, la Squadra Mobile della Polizia e i Carabinieri hanno portato a termine l’operazione congiunta “Piazze Pulite”. L’indagine ha permesso di smantellare una rete capillare e sistematica di micro-spaccio attiva quotidianamente in due aree nevralgiche della città: Piazza delle Vettovaglie e la zona della Stazione ferroviaria, inclusi i vicoli limitrofi.
Il Procuratore Capo di Pisa, Teresa Angela Camelio, ha illustrato in conferenza stampa la gravità dello scenario emerso, descrivendo piazze “stabilmente organizzate” capaci di garantire un approvvigionamento continuo di hashish e cocaina. L’attività illecita, oltre a degradare il tessuto urbano, sfruttava la spartizione geometrica delle aree e vedeva tra i clienti abituali anche diversi minori. L’obiettivo dell’operazione, ha rimarcato il procuratore, è restituire questi luoghi simbolici alla piena e sicura fruizione dei cittadini.
I segreti dell’indagine: 16 telecamere e nascondigli nei muri
Le indagini, avviate lo scorso novembre dalla Sezione anti-narcotici della Squadra Mobile, si sono avvalse dell’installazione di 16 telecamere nascoste nei punti ciechi utilizzati dai pusher (come Parco Stampace e gli anfratti attorno a via delle Vettovaglie).
I filmati hanno permesso di:
- Documentare 113 cessioni di droga in tempo reale;
- Individuare i nascondigli dello stupefacente (cassonetti, contatori del gas e crepe nei muri);
- Segnalare oltre 20 acquirenti alla Prefettura come assuntori;
- Riprendere violenti scontri fisici tra gli stessi spacciatori per il controllo del territorio.
I numeri dei provvedimenti e la cattura dopo l’inseguimento
Il bilancio complessivo dell’operazione ha portato alla denuncia di 18 persone (straniere, di età compresa tra i 23 e i 50 anni). Tra gennaio e febbraio erano già scattati 3 arresti in flagranza (un guineano e due tunisini), a cui si sono aggiunte 4 misure cautelari non custodiali e 2 custodie cautelari in carcere per spaccio aggravato nei pressi di scuole, destinate a un senegalese di 31 anni e a un tunisino di 29 anni.
Proprio la cattura di quest’ultimo ha dato vita a un vero e proprio giallo investigativo. L’uomo, già sottoposto a braccialetto elettronico per maltrattamenti in famiglia, aveva manomesso il dispositivo fuggendo in Valdelsa. Gli investigatori della Mobile, tramite il tracciamento telefonico delle persone a lui vicine e l’analisi dei sistemi di videosorveglianza, lo hanno intercettato in auto sulla Fi-Pi-Li. Il latitante è stato definitivamente bloccato e arrestato nei pressi dell’uscita di Empoli al termine di un rocambolesco inseguimento stradale.








