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Carichi eccessivi e precarietà: sciopero totale dei corrieri Amazon al sito di Pisa

12 Maggio 2026 Cronaca, Territorio

Carichi eccessivi e precarietà: sciopero totale dei corrieri Amazon al sito di Pisa

Alta tensione nel settore delle consegne a Pisa, dove le lavoratrici e i lavoratori delle aziende appaltatrici operanti per Amazon presso il sito DTC2 hanno incrociato le braccia. Lo sciopero ha fatto registrare un’adesione altissima, sfiorando la totalità del personale a tempo indeterminato e coinvolgendo in modo massiccio anche i lavoratori precari. Secondo le sigle sindacali Filt Cgil, Fit-Cisl e UilTrasporti, la partecipazione così ampia conferma la gravità della situazione e la determinazione dei driver nel richiedere condizioni di lavoro più dignitose e sostenibili.

Al centro della protesta c’è il duro braccio di ferro con Assoespressi, l’associazione datoriale di riferimento, accusata di procrastinare da mesi il confronto su temi non più rinviabili. I sindacati denunciano carichi di lavoro diventati ormai inaccettabili, con un numero elevatissimo di fermate e pacchi assegnati ai singoli autisti all’interno delle stesse rotte. Questa pressione costante sta generando livelli preoccupanti di stress lavoro-correlato, con un conseguente aumento delle tensioni interne e del ricorso inevitabile ai giorni di malattia per sfinimento fisico e psicologico.

Un altro punto critico sollevato dalla mobilitazione riguarda la condizione dei lavoratori part-time a tempo determinato. Secondo quanto riferito dai rappresentanti dei lavoratori, questo personale vivrebbe una condizione di precarietà cronica, spesso indotto ad accettare turni aggiuntivi senza la reale possibilità di esprimere dissenso per timore di non vedere rinnovato il proprio contratto. Per le sigle sindacali è inaccettabile che, nonostante operino da anni nella filiera Amazon passando da un’azienda in appalto all’altra, molti driver continuino a non avere alcuna certezza sul proprio futuro occupazionale.

Lo stato di agitazione rimane aperto e le organizzazioni sindacali hanno già annunciato che la mobilitazione proseguirà fino a quando non verrà aperto un tavolo di confronto serio e risolutivo. Le prossime iniziative di protesta verranno discusse in assemblee che stanno vedendo una partecipazione sempre più consapevole da parte della forza lavoro. La richiesta è chiara: servono impegni concreti sulla riduzione dei carichi di lavoro e sulla stabilizzazione dei contratti, affinché la sicurezza sul lavoro e la stabilità economica non restino un obiettivo irraggiungibile per chi garantisce quotidianamente un servizio ormai fondamentale per la collettività.

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