Pisa, 9 luglio 2026 – La recente approvazione della Carta Etica contro il Sessismo da parte della giunta comunale di Cascina scatena la dura reazione delle opposizioni. Al centro della polemica c’è la delibera numero 129 del 23 giugno 2026, un provvedimento che, secondo Dario Rollo, capogruppo di Valori e Impegno Civico e Libertà è Democrazia, introduce nei documenti ufficiali dell’ente concetti prettamente ideologici come identità di genere, non binario, micro-aggressioni e linguaggio inclusivo. L’esponente della minoranza contesta apertamente la scala delle priorità dell’amministrazione guidata dal sindaco Michelangelo Betti, sottolineando come la cittadinanza sia ancora in attesa di risposte concrete su temi cruciali quali la sicurezza, il decoro urbano, le manutenzioni e lo stato delle strade dissestate, mentre la giunta preferisce concentrarsi su battaglie simboliche.
Secondo l’analisi del capogruppo, il provvedimento sarebbe stato presentato all’opinione pubblica in modo rassicurante, quasi come un semplice atto di sostegno alla Rete delle Amministratrici della Toscana. Tuttavia, la lettura del testo allegato rivelerebbe il recepimento ufficiale da parte del Comune di una ben precisa impostazione culturale, che arriva a definire l’identità di genere come una percezione personale slegata dal sesso biologico alla nascita. Rollo rivendica il diritto dei cittadini di conoscere i dettagli dei documenti approvati in loro nome, evidenziando che l’atto va ben oltre il condivisibile obiettivo di sostenere la presenza femminile nelle istituzioni, sconfinando in un dibattito ideologico divisivo.
A sollevare forti perplessità sono anche le linee guida che consentono al Comune di negare o revocare il patrocinio a eventi e iniziative pubbliche. La Carta prevede infatti sanzioni per i progetti che propongono immagini giudicate degradanti o contenuti ritenuti sessisti, o che utilizzino il corpo femminile a fini provocatori. Rollo solleva un preciso interrogativo politico sui criteri di applicazione di queste norme, domandandosi chi sarà incaricato di stabilire la soglia della provocazione o della degradazione dei contenuti, e ironizzando sul rischio che a Palazzo Comunale nasca una sorta di ufficio di censura o di certificazione del linguaggio corretto.
L’affondo finale di Rollo gioca sul piano dell’ironia e mette in luce una contraddizione interna alla stessa compagine di governo locale. Il consigliere ricorda infatti come proprio nelle ultime settimane una esponente della coalizione di maggioranza abbia denunciato pubblicamente di essere stata vittima di episodi di bullismo e atteggiamenti sessisti proprio da parte dei suoi colleghi di partito. Una coincidenza definita straordinaria che, secondo il capogruppo, dimostra come l’amministrazione cerchi di dare lezioni di linguaggio ai cittadini prima ancora di far applicare gli stessi principi etici tra i banchi della propria maggioranza, preferendo le mode culturali del momento alla risoluzione dei problemi reali della comunità cascinese.








