Pisa, 21 luglio 2026 – L’ingresso nel carcere milanese di Bollate di Mario Roggero, il gioielliere settantaduenne di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a quattordici anni e nove mesi di reclusione, ha riacceso con violenza il dibattito pubblico e politico sulla legittima difesa. Mentre la difesa e i familiari del commerciante piemontese hanno già formalizzato la richiesta di grazia indirizzata al Presidente della Repubblica, con l’avvio della relativa istruttoria da parte del Ministero della Giustizia, la solidarietà verso l’uomo travalica i confini della politica per trovare sponda nel mondo della cultura e dell’arte popolare.
A prendere una posizione netta e senza filtri è stato Mauro Merlino, noto artista e illustratore legato al marchio Harley Davidson Italia. Merlino ha diffuso un’immagine dal forte impatto comunicativo in cui si ritrae con il classico abbigliamento da biker, sorreggendo un cartello con la scritta “Se entri per rubare esci con i piedi davanti! Io sto con Roggero”. Un messaggio d’urto che intercetta la frustrazione e la rabbia di quella parte di opinione pubblica che considera la reclusione dell’anziano commerciante una grave ingiustizia.
La condanna confermata dalla Corte di Cassazione fa riferimento ai tragici eventi del 28 aprile 2021. In seguito a una violenta rapina subita all’interno della propria attività, Roggero inseguì all’esterno del locale i malviventi in fuga, aprendo il fuoco e provocando la morte di due rapinatori e il ferimento di un terzo. Se i giudici hanno ravvisato nell’azione compiuta in strada gli estremi dell’omicidio volontario, superando il perimetro della legittima difesa, un vasto fronte politico di centrodestra e ampi settori della società civile continuano a sostenere le ragioni del gioielliere, considerandolo una vittima dell’aggressione iniziale. La presa di posizione dell’artista biker si inserisce in questo clima di forte contrapposizione, trasformando la vicenda giudiziaria in un simbolo nazionale del dibattito sulla sicurezza privata e sui limiti della giustizia.








