Pisa, 21 gennaio 2026 – Un modello di gestione degli impianti sportivi che guarda alle grandi città e che potrebbe diventare un riferimento anche oltre i confini provinciali. È la proposta presentata a Livorno dal Consorzio Crossover, che ha messo sul tavolo un maxi investimento per il rilancio del PalaMacchia, uno degli impianti storici del capoluogo labronico. Il consorzio Crossover, presieduto dall’Ing. Roberto Canessa, è un incubatore di sinergie imprenditoriali da mettere al servizio della città e in questi anni ha già sostenuto importanti realtà sportive e sociali della Toscana.
Il piano, attualmente al vaglio dell’amministrazione comunale, prevede un intervento complessivo di riqualificazione e modernizzazione della struttura esistente, con risorse comprese tra i 3 e i 4 milioni di euro. L’obiettivo è trasformare il palasport in un polo multifunzionale, capace di vivere sette giorni su sette e di sostenersi economicamente senza gravare sulle casse pubbliche.

Accanto all’arena attuale, il progetto prevede la realizzazione di nuovi spazi commerciali e di servizio – negozi, ristorazione e aree dedicate alle attività collaterali – pensati per valorizzare l’area compresa tra il palasport e il campo scuola. Una visione che richiama modelli già consolidati nelle grandi metropoli, dove sport, intrattenimento e servizi convivono in un unico hub urbano.
Il cuore della proposta è infatti il cambio di paradigma nella gestione degli impianti pubblici: non più strutture utilizzate solo in occasione delle partite, ma luoghi aperti alla città, capaci di ospitare eventi sportivi, spettacoli, concerti e iniziative culturali, generando indotto e occupazione.
Un’impostazione che non passa inosservata anche fuori Livorno. In un territorio come quello pisano, alle prese con il tema della valorizzazione delle infrastrutture sportive e degli spazi pubblici, l’operazione Crossover viene osservata come un possibile esempio di partnership tra pubblico e privato orientata allo sviluppo e alla sostenibilità.
La decisione finale spetterà ora al Comune di Livorno, chiamato a valutare l’interesse pubblico e la compatibilità urbanistica dell’intervento. Ma il segnale lanciato è chiaro: il futuro degli impianti sportivi passa da progetti strutturati, investimenti importanti e una visione che guarda ben oltre i confini cittadini.








