A quasi un anno di distanza dall’impresa storica del 4 maggio 2025, il Pisa Sporting Club vive la sua serata più amara abbandonando ufficialmente la massima serie. Il verdetto arriva al termine della sfida contro il Lecce, dove la ventunesima sconfitta stagionale condanna i nerazzurri con tre giornate d’anticipo rispetto alla fine del campionato. Si chiude così in modo mestamente meritato un’annata difficile, segnata da una fragilità strutturale che ha vanificato anche l’orgoglio mostrato nell’ultimo atto all’Arena Garibaldi.
L’avvio di gara aveva in realtà illuso i tifosi, con il 3-5-2 disegnato da Hiljemark capace di produrre una mezz’ora di ottimo calcio. Più reattivo e determinato degli avversari, il Pisa ha costruito tre nitide palle gol che avrebbero potuto cambiare l’inerzia del match e, forse, della stagione. Stojilkovic è stato il protagonista in negativo di questa fase, sprecando prima un assist d’oro di Angori e vedendosi poi murare una conclusione a botta sicura da un intervento provvidenziale di Tiago Gabriel. Anche Canestrelli ha avuto l’occasione del vantaggio, ma il suo destro ravvicinato è terminato troppo centrale tra le braccia di Falcone, lasciando il punteggio bloccato sullo zero a zero nonostante il dominio territoriale.
Come spesso accaduto nel corso di questo campionato, la ripresa ha presentato il conto di un calo fisico e mentale ormai cronico. Nonostante un’ulteriore chance fallita da Stojilkovic in apertura, è stato il Lecce a sbloccare il risultato grazie a una fiondata mancina di Banda, bravo a capitalizzare un pallone lavorato da Cheddira. La reazione nerazzurra è stata immediata e ha portato al pareggio di Leris, lesto a risolvere una mischia sugli sviluppi di una rimessa laterale, ma l’equilibrio è durato pochissimo. Poco dopo l’ora di gioco, Pierotti ha approfittato della passività della difesa pisana per involarsi palla al piede e servire a Cheddira il pallone del raddoppio che ha definitivamente spento le luci sull’Arena.
I tentativi finali portati dai nuovi entrati Touré e Piccinini non hanno cambiato il destino della gara, con il portiere ospite Falcone ancora una volta decisivo sulla linea di porta. Al triplice fischio cala il sipario su un progetto sportivo che non è riuscito a consolidarsi nel palcoscenico della Serie A. Ora per il Pisa si apre una fase di riflessione profonda per analizzare gli errori commessi e programmare la ripartenza dalla serie cadetta, cercando di far tesoro di una bocciatura che brucia ma che deve servire da base per il futuro ritorno ai vertici del calcio italiano.








