Lucca, 29 ottobre 2025 – Il celebre regista francese, autore di numerosi cult cinematografici tra cui l’iconico Léon del 1994 con Jean Reno e una giovanissima Natalie Portman, approda a questa edizione del Lucca Comics & Gamesper presentare il suo nuovo film Dracula – L’amore perduto. Nel cast figurano Caleb Landry Jones, nei panni del celebre vampiro, Christoph Waltz in quelli del cacciatore Van Helsing, e anche la nostra Matilda De Angelis, che interpreta una nobile italiana sedotta dal fascino pericoloso del conte. Il film è stato proiettato in anteprima al Cinema Astra di Piazza del Giglio, in occasione della fiera e, per l’occasione, Luc Besson ha voluto incontrare i suoi fan italiani al Teatro del Giglio, condividendo con loro aneddoti e curiosità sulla sua ultima fatica, che ha definito “più una storia d’amore che un horror” — un genere che, confessa, non gli è mai piaciuto particolarmente. Il regista ha raccontato che l’ispirazione per il film nasce dal suo chiedersi come possa un uomo che vive da 400 anni riempire il proprio tempo o relazionarsi con le persone e il mondo in continuo cambiamento, che lo circonda. Ha poi concluso scherzando: “Come ragiona una persona condannata a dover pulire la propria casa per l’eternità?” Il Dracula di Landry Jones — con cui Besson aveva già lavorato in passato e che ha ampiamente lodato durante l’incontro — è descritto come un gentiluomo, un ‘dandy’ amante dell’arte, “l’unica cosa eterna come Dracula stesso”, piuttosto che il solito mostro succhiasangue a cui gli spettatori sono abituati nelle interpretazioni più classiche. “Al mio Dracula il sangue non piace neanche”, ha precisato sempre con aria scherzosa.

Besson ha poi voluto condividere con il pubblico il suo processo creativo, che — racconta —nasce dalla realtà che lo circonda e dalle persone sconosciute che osserva per la strada, di cui coglie sempre qualche dettaglio curioso da trasformare, grazie alla sua fantasia, in ispirazione. “la fantasia è un muscolo”, ha spiegato, “che alleno da quando era bambino, perché ero circondato da realtà noiose che mi hanno ‘costretto’ a svilupparla”. Infine, ha voluto lasciare parole di incoraggiamento a tutti i giovani aspiranti registi, invitandoli a buttarsi a capo fitto nel cinema e realizzare film con i propri amici, sfruttando i nuovi mezzi tecnologici e condividendoli online — per lui, il futuro della cinematografia. “Il problema è che oggi la gente pensa troppo”, ha concluso Luc Besson. “Non pensate, fate.”
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