Il battesimo di Hiljemark sulla panchina nerazzurra si chiude con uno 0-0 al Bentegodi che lascia in bocca il tipico sapore agrodolce delle occasioni sprecate. Sebbene il tabellino reciti un pareggio a reti bianche in trasferta, l’inerzia del finale racconta una storia diversa: un Pisa che, nel momento del crollo fisico dell’Hellas, ha sfiorato il colpaccio senza riuscire a sferrare il fendente decisivo.
La rivoluzione svedese: Uomini e schemi
Per il suo debutto italiano, il tecnico ha rimescolato profondamente le carte, proponendo novità tattiche e interpretative:
- Assetto Tattico: Un 3-4-2-1 che ha visto l’esordio dal primo minuto dei nuovi innesti Loyola e Durosinmi, oltre alla sorpresa Stojilković.
- Difesa: Confermata la fiducia al bulgaro Bozhinov come braccetto difensivo.
- Concetti: Addio alle marcature a uomo per passare alla zona. In fase offensiva, il piano prevedeva verticalizzazioni rapide a cercare la punta, accantonando il classico gioco sulle fasce.
Il dato più eclatante resta il mancato impiego di Tramoni, rimasto spettatore per tutti i 90 minuti.
Il match
Il primo tempo è stato lo specchio della tensione: una frazione contratta, dove la paura di sbagliare ha prevalso sulla voglia di costruire. Il Pisa è apparso spesso imbrigliato nelle proprie nuove idee, mentre il Verona ha colpito un legno con Orban su punizione, unico vero brivido di un avvio soporifero.
La musica è cambiata nella ripresa, specialmente dopo l’ingresso di Leris. Mentre il Verona perdeva progressivamente campo, i nerazzurri hanno alzato il baricentro. Il forcing finale è stato un concentrato di sfortuna e imprecisione:
Moreo ha centrato un palo clamoroso di testa.
Caracciolo, sulla ribattuta, ha trovato un super Montipò a sbarrargli la strada.
Meister ha fallito il colpo del KO in contropiede, calciando debolmente da posizione favorevole.
Il verdetto della classifica
Se per la statistica un punto fuori casa può sembrare accettabile, la realtà della classifica è meno generosa. Il Pisa muove i passi, ma non corre, e il calendario non promette sconti. All’Arena Garibaldi è atteso il Milan, l’inizio di un tour de force che vedrà i nerazzurri affrontare in serie Fiorentina, Bologna e Juventus.







