La mobilitazione giovanile contro l’ipotesi di reintroduzione del servizio militare obbligatorio ha toccato anche la città di Pisa, con un presidio organizzato nella mattinata di ieri, 5 marzo, davanti alla Prefettura in Piazza Mazzini. L’iniziativa, promossa dal collettivo Cambiare Rotta, si è svolta in contemporanea con altre manifestazioni in diverse piazze italiane e sotto la sede del Ministero della Difesa a Roma. L’obiettivo degli attivisti è esprimere una netta opposizione alle recenti tendenze europee, portando come esempio la solidarietà ai coetanei tedeschi attualmente in sciopero contro la legge che prevede un ritorno parziale della leva obbligatoria in Germania.
Secondo gli organizzatori, le politiche di difesa intraprese da Francia e Italia starebbero seguendo una direzione preoccupante, citando in particolare i piani di potenziamento delle forze armate annunciati dal ministro Crosetto. La critica mossa dai giovani attivisti riguarda il contrasto tra gli investimenti nel settore bellico e i tagli sistematici al comparto della formazione e al diritto allo studio. Per le nuove generazioni, la prospettiva di un arruolamento verrebbe presentata come l’unica soluzione alla precarietà lavorativa, trasformando la crisi di prospettive in un bacino di utenza per il settore militare a discapito di investimenti nel welfare e nella cultura.
Al presidio ha partecipato anche la sezione locale di Potere al Popolo, che ha sostenuto le ragioni della protesta legandole al contesto internazionale e alle spese militari nazionali. Durante la manifestazione è stato sottolineato come l’innalzamento della soglia degli investimenti bellici al 2% del Pil, in linea con le direttive Nato, sottragga risorse preziose ai settori produttivi civili. Le preoccupazioni espresse riguardano l’attuale scenario geopolitico, con particolare riferimento alle tensioni in Medio Oriente e al rischio concreto di un coinvolgimento diretto dell’Europa in conflitti su larga scala, scenari che spingono i movimenti di opposizione a chiedere un cambio di rotta radicale rispetto alle scelte del governo Meloni.
La giornata di lotta di Pisa rappresenta solo una tappa di un percorso di mobilitazione più ampio che vedrà i gruppi coinvolti spostarsi a Roma il prossimo 14 marzo per la manifestazione nazionale del No Meloni Day. Successivamente, il 21 marzo, a Milano si terrà un’assemblea internazionale dei giovani contro la leva per coordinare la resistenza alle politiche di riarmo su scala europea. L’appello lanciato dalla piazza pisana è dunque quello di una presa di coscienza collettiva che metta al centro la pace e il futuro sociale della città, rifiutando quella che definiscono una deriva guerrafondaia della classe politica attuale.








