Nuove disposizioni sanitarie per la raccolta dei molluschi sul litorale pisano. L’azienda USL Toscana Nord Ovest ha infatti stabilito misure restrittive straordinarie per la commercializzazione delle telline pescate nell’area protetta del Gombo, nel Comune di Pisa. Il provvedimento si è reso necessario a seguito di una declassificazione temporanea del banco naturale della “zona A Gombo”, passato da classe A a classe B.
Alla base della decisione dell’autorità sanitaria ci sono i campionamenti periodici che hanno evidenziato livelli di Escherichia Coli oltre i limiti consentiti dalla legge per le aree a massima tutela (classe A).
Le regole per la commercializzazione: stop alla vendita diretta
La declassificazione temporanea impone un rigido protocollo per tutti i pescatori professionisti e gli operatori della filiera ittica che operano in quel tratto di costa. Per poter essere immesse sul mercato, le telline raccolte nella zona interessata dovranno obbligatoriamente seguire uno di questi tre percorsi di risanamento:
- Essere inviate preventivamente a un centro di depurazione autorizzato.
- Essere sottoposte a una procedura di stabulazione di lunga durata.
- Essere sottoposte a un idoneo trattamento termico volto all’abbattimento della carica batterica.
Inoltre, per garantire la massima tracciabilità del prodotto a tutela del consumatore finale, i lotti di molluschi dovranno viaggiare tassativamente accompagnati da un documento ufficiale che riporti la dicitura: “Classe B temporanea per superamento dei limiti previsti di E. Coli”.
La durata del provvedimento
L’Asl Nord Ovest ha specificato che le restrizioni e gli obblighi di trattamento resteranno in vigore fino a quando i successivi monitoraggi analitici non certificheranno il ripristino stabile dei valori microbiologici entro i parametri standard previsti dalla normativa vigente per le zone di classe A.
L’Escherichia Coli è un indicatore di contaminazione fecale e il superamento delle soglie d’allerta richiede l’applicazione immediata di queste barriere sanitarie per scongiurare rischi di tossinfezioni alimentari legati al consumo di frutti di mare crudi o non correttamente trattati.








