Dietro l’arrivo delle cliniche mobili di ‘Salute in Comune’ a Pisa non c’è solo un’iniziativa di screening medico gratuito, ma un modello organizzativo inedito che ridefinisce il concetto di solidarietà territoriale. L’attività, focalizzata sulla prevenzione cardio-vascolare per le famiglie e senologica per le donne giovani, si regge infatti su una fitta rete di imprese, commercianti e professionisti della città.
Abbiamo analizzato i punti chiave di questo progetto, che unisce la tutela della salute pubblica all’impegno del tessuto economico locale.
Non semplici sponsor, ma attori del terzo settore
La vera novità del format risiede nel ruolo delle attività economiche partner. A differenza delle tradizionali sponsorizzazioni commerciali, in cui l’azienda si limita a finanziare un cartellone in cambio di visibilità, in questo caso gli imprenditori pisani entrano a far parte in prima persona del ‘Comitato Progetti Sociali ETS’, l’ente no-profit che gestisce l’intera macchina organizzativa.
Questo approccio permette di trasformare la responsabilità sociale d’impresa in un’azione permanente. La sinergia non si esaurisce con la sosta dei camper medici, ma prosegue attraverso una massiccia campagna informativa: una rete di comunicazione telematica che prevede l’invio di quasi mezzo milione di email a famiglie e aziende del territorio, per mantenere sempre alta l’attenzione sui corretti stili di vita e sui controlli periodici.
Colmare i “vuoti” dello screening tradizionale
Il progetto è stato pensato per integrarsi con i servizi già offerti dal Servizio Sanitario Nazionale, andando a coprire quelle fasce di popolazione che solitamente non rientrano nei protocolli di screening regionali gratuiti:
- La fascia 18-44 anni: Molto spesso si tende a considerare il tumore al seno come una patologia legata esclusivamente all’età avanzata. Il progetto, nato a luglio 2023, punta a scardinare questo pregiudizio invitando le donne sotto i 45 anni a sottoporsi a indagini diagnostiche precoci di secondo livello. I dati della letteratura scientifica stimano che la diagnosi precoce possa abbattere la mortalità legata alla malattia fino al 2%, riducendo l’indice di letalità di ben 10 volte.
- Il nucleo familiare: Il check-up cardio-ischemico (comprensivo di elettrocardiogramma e prelievo venoso) è invece aperto a tutti i componenti della famiglia, un modo per incentivare la cultura del controllo anche tra gli uomini e i giovani, storicamente meno propensi alla prevenzione spontanea.
Un modello apprezzato dalle istituzioni
Questo schema di sussidiarietà circolare, che nasce direttamente “dalla gente per la gente”, ha intercettato l’interesse e il formale apprezzamento di diversi esponenti del Governo centrale, che vedono in ‘Salute in Comune’ un esempio virtuoso di come il privato sociale possa supportare e integrare il sistema sanitario pubblico, portando la medicina di prevenzione direttamente nelle piazze e a stretto contatto con i cittadini.








