Un nuovo episodio di violenza scuote le mura della casa circondariale Don Bosco di Pisa, riaccendendo i riflettori sulle condizioni di sicurezza all’interno degli istituti penitenziari. Nel pomeriggio di mercoledì 4 marzo, un agente della Polizia Penitenziaria è stato vittima di un’aggressione brutale mentre svolgeva il proprio servizio nel reparto penale. Secondo la ricostruzione fornita dal sindacato Uil Fp, l’incidente è avvenuto durante la fase di rientro nelle sezioni, quando un detenuto di origine straniera ha dato in escandescenza per ragioni legate alla mancata somministrazione di un farmaco da parte dell’area sanitaria.
La furia dell’uomo si è scatenata inizialmente contro le dotazioni della struttura, con il danneggiamento del monitor presente nel box degli agenti, per poi indirizzarsi direttamente verso il poliziotto di turno. L’agente è stato colpito violentemente al volto con un pugno all’altezza della mandibola, un impatto talmente forte da rendere necessario l’immediato trasferimento al pronto soccorso dell’ospedale Cisanello. Dopo gli accertamenti medici del caso, il dipendente pubblico è stato dimesso con una prognosi di tre giorni, ma l’eco dell’evento ha generato profonda indignazione tra i colleghi e le rappresentanze sindacali.
La Uil Fp Polizia Penitenziaria ha espresso piena solidarietà al collega ferito, sottolineando come questo attacco non sia un caso isolato ma l’ennesima conferma di un clima di crescente aggressività. Solo poche settimane fa, a febbraio, un altro grave episodio aveva visto un agente vittima di percosse e di un tentativo di strangolamento, delineando un quadro di rischio quotidiano sempre più elevato per gli operatori. Il sindacato punta il dito contro il sovraffollamento delle celle, la carenza cronica di personale e le tensioni interne che rendono la gestione della sicurezza un compito ai limiti del possibile.
Attraverso una nota ufficiale, la sigla sindacale ha ribadito con forza la necessità di interventi strutturali urgenti da parte dell’Amministrazione Penitenziaria e della politica. Le richieste spaziano dal rafforzamento degli organici al miglioramento delle dotazioni di protezione, fino a misure concrete che tutelino chi ogni giorno opera in prima linea per conto dello Stato. La situazione al Don Bosco viene descritta come non più tollerabile, con un appello finale affinché la sicurezza del personale non continui a essere sacrificata a causa di criticità sistemiche mai risolte.








