Pisa, 2 luglio 2026 – Un legame indissolubile tra la città, la musica e la memoria storica che trova la sua perfetta sintesi in uno dei luoghi più suggestivi di Pisa. L’area concerti del Giardino Scotto sarà ufficialmente intitolata a Giancarlo “Afo” Sartori, indimenticata figura di riferimento per la diffusione e la valorizzazione della cultura jazz sia a livello cittadino che nazionale. La cerimonia formale si terrà domenica 5 luglio 2026, alle ore 16:30, all’interno della saletta del Bastione Sangallo (con accesso da via Sangallo).
L’iniziativa, promossa in stretta sinergia con l’associazione Pisa Jazz Rebirth, vedrà la partecipazione e gli interventi dell’assessore alla toponomastica del Comune di Pisa, Amanuel Sikera, insieme a Carlo Raffaelli e Davide Guadagni, promotori della richiesta di intitolazione. All’evento prenderanno parte anche i familiari dello storico critico musicale.
La cerimonia si fregerà inoltre di un ospite d’eccezione: sul palco salirà infatti Paolo Fresu, trombettista di fama internazionale e tra i musicisti più autorevoli del panorama jazz mondiale. Fresu è stato il primissimo firmatario della petizione popolare che ha spinto per questo riconoscimento toponomastico, mosso da un profondo legame di gratitudine verso “Afo” Sartori, che fu tra i primi critici in assoluto a riconoscerne e sostenerne l’immenso talento agli albori della sua fortunata carriera.
Dall’artigianato ai grandi palchi: chi era “Afo” Sartori
Nato nel 1940 nella centralissima via Volturno a Pisa, Giancarlo Sartori ereditò il celebre e affettuoso soprannome “Afo” dal nome del nonno, Artilafo. Imbianchino di professione, Sartori è stato l’esempio perfetto di intellettuale autodidatta, mosso fin dalla giovinezza da una curiosità insaziabile che lo spinse a viaggiare a lungo, specialmente in Spagna, sulle tracce dei romanzi e delle atmosfere di Ernest Hemingway. Fu proprio in quegli anni che maturò il viscerale amore per la musica jazz che avrebbe indirizzato e contraddistinto tutta la sua esistenza.
Nel corso della sua vita, Sartori ha saputo costruire e custodire una delle collezioni di vinili jazz più importanti e complete dell’intero panorama italiano. Tra i tantissimi aneddoti che amava raccontare e che ne segnarono la formazione culturale, spicca lo storico incontro fortuito avvenuto a Lucca con il leggendario trombettista statunitense Chet Baker.
Per oltre trent’anni ha firmato le pagine di critica musicale per il quotidiano “Il Tirreno”, intessendo profondi rapporti di stima e amicizia con i mostri sacri del jazz tricolore e internazionale. Nelle vesti di organizzatore e direttore artistico, ha firmato memorabili stagioni concertistiche portando a Pisa icone mondiali del calibro del sassofonista d’avanguardia Archie Shepp al Teatro Verdi, e curando lo storico e indimenticabile concerto pisano di Fabrizio De André, che si esibì per la prima volta in città proprio nella cornice del Giardino Scotto che da oggi porterà il nome di Sartori.
Accanto alla passione totalizzante per le note afroamericane, “Afo” ha dedicato moltissime energie alla tutela della memoria locale, descrivendo la storia, i costumi, le tradizioni popolari e le macchiette vernacolari della sua Pisa attraverso volumi di grande successo editoriale come “Pisa, per esempio”, “Gente di Pisa” e “Si vede che non era destino”. Tra i suoi scritti a tema musicale restano pietre miliari della saggistica locale i libri “Santi a dispetto del paradiso” e “Suono divino”, testi caratterizzati da una prosa graffiante, ironica e profondamente ancorata all’autentico spirito pisano.








