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Scuola e Università

Caccia alle origini del cosmo: l’Università di Pisa partecipa alla scoperta della super riserva di gas nella galassia REBELS-25

15 Giugno 2026 Cronaca, Scuola e Università

Caccia alle origini del cosmo: l’Università di Pisa partecipa alla scoperta della super riserva di gas nella galassia REBELS-25

Pisa 15 giugno 2026 – Un eccezionale balzo in avanti nelle scienze cosmiche porta anche la firma dell’ateneo pisano. Un team internazionale di astronomi e astrofisici, di cui fa parte attiva Andrea Pallottini, stimato ricercatore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa, ha individuato un’enorme e inaspettata riserva di gas molecolare freddo all’interno di REBELS-25. Si tratta di una galassia primordiale straordinariamente antica, la cui esistenza risale a un’epoca in cui l’Universo aveva appena settecento milioni di anni, una frazione temporale inferiore al cinque per cento rispetto alla sua età attuale. La scoperta di questa immensa nube di materia gassosa, che rappresenta a tutti gli effetti il combustibile termodinamico indispensabile per l’accensione e la formazione di nuove stelle, offre una risposta chiave a uno dei più grandi dilemmi dell’astrofisica moderna, aiutando a comprendere come le prime strutture galattiche siano riuscite a svilupparsi e a raggiungere dimensioni ciclopiche in modo così rapido nelle primissime fasi della storia cosmica. Il rivoluzionario studio è stato ufficialmente pubblicato sulle pagine della prestigiosa rivista scientifica Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, edita da Oxford Academic.

Il ricercatore Andrea Pallottini ha espresso grande entusiasmo per i dati raccolti, sottolineando come per la prima volta la comunità scientifica internazionale stringa tra le mani una prova diretta e inconfutabile del fatto che alcune galassie dell’Universo neonato fossero incredibilmente ricche di gas molecolare concentrato. L’analisi approfondita delle caratteristiche chimiche e fisiche di questo materiale primigenio diventa quindi un elemento essenziale per i teorici, utile a ricostruire l’esatta sequenza dei processi fisici che hanno governato la nascita dei primi sistemi stellari e l’evoluzione generale del cosmo durante i suoi primi miliardi di anni di vita.

L’incredibile risultato astronomico è stato ottenuto combinando le avanzatissime tecnologie di osservazione del radiotelescopio Very Large Array situato negli Stati Uniti e dell’interferometro ALMA operativo nel deserto del Cile. Incrociando le frequenze di questi due colossi della tecnologia ottica e radiofonicistica, i ricercatori sono riusciti a isolare e identificare con precisione millimetrica il debole segnale radio emesso dalle molecole di monossido di carbonio presenti all’interno della galassia REBELS-25, una traccia chimica fondamentale che ha permesso di calcolare con esattezza matematica la massa totale di gas molecolare ancora disponibile per la fusione stellare. I dati raccolti aprono scenari del tutto inediti per l’esplorazione dello spazio profondo, in attesa che i futuri radiotelescopi di nuova generazione permettano di estendere questo tipo di indagini a un campione molto più vasto di oggetti celesti.

Lo studio di respiro globale è stato coordinato e diretto sul campo da Karin Cescon, brillante studentessa di dottorato dell’Università di Leida, nei Paesi Bassi. L’impresa scientifica ha visto la cooperazione sinergica di scienziati provenienti da prestigiose istituzioni di tutto il mondo, tra le quali spiccano l’Osservatorio di Leida, il National Radio Astronomy Observatory statunitense, l’European Southern Observatory, il Cosmic Dawn Center in Danimarca e numerosi altri atenei e centri di ricerca d’avanguardia distribuiti tra i continenti europeo, asiatico e nordamericano, a testimonianza di come i segreti dello spazio necessitino di una convergenza di intelligenze senza confini.

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