Pisa, 21 luglio 2026 – Il nuovo Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035 redatto dall’Enac insieme al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti suscita la dura reazione di Confcommercio Pisa. L’associazione di categoria definisce il documento come un’ennesima occasione persa per abbattere il divario infrastrutturale che penalizza la fascia costiera della regione. La criticità principale risiede nella profonda contraddizione di un piano che, se da un lato riconosce al “Galileo Galilei” la qualifica di aeroporto di interesse internazionale inserito in un sistema integrato con Firenze, dall’altro omette qualsiasi intervento concreto e mirato per potenziare le reti di accesso e le infrastrutture di collegamento verso lo scalo pisano.
A sottolineare il paradosso sono le cifre record registrate dal traffico aereo. Nel 2025 lo scalo di Pisa ha sfiorato la quota di sei milioni di passeggeri, mettendo a segno un incremento di quasi l’otto per cento rispetto all’anno precedente, e il trend positivo si sta confermando anche nella prima metà del 2026 con oltre due milioni di transiti registrati nei soli primi cinque mesi. Tuttavia, secondo il presidente di Confcommercio Pisa, Stefano Maestri Accesi, i volumi di traffico da soli non bastano: per far compiere al territorio un salto di qualità economico occorre affiancare alle rotte esistenti nuove linee business capaci di intercettare un turismo ad alta capacità di spesa, potenziando contestualmente i collegamenti di terra.
L’associazione di categoria ricorda di aver già formalizzato nei mesi scorsi le priorità strategiche per la crescita di Pisa e della costa, consegnando un documento programmatico ai rappresentanti politici regionali. Il piano d’azione individua come opere improcrastinabili l’arrivo dell’alta velocità ferroviaria, la riqualificazione e messa in sicurezza della superstrada Fi-Pi-Li, lo sviluppo di una metropolitana leggera di superficie, il collegamento con la Darsena Europa e il potenziamento della viabilità a servizio della Valdicecina e di Volterra. Nonostante l’unità d’intenti riscontrata a livello locale, Confcommercio sollecita ora la classe politica ad agire con decisione per trasformare i progetti in cantiere ed evitare di frammentare le energie del territorio.
Sulla stessa linea di fermezza si attesta la posizione del direttore generale di Confcommercio Pisa, Federico Pieragnoli, il quale avverte che depotenziare o ignorare le esigenze del Galilei equivale a condannare la Toscana Costiera a un ruolo marginale e subordinato rispetto all’area centrale della regione. Mantenere uno sviluppo a due velocità rischia di declassare l’economia dell’intera fascia tirrenica. La richiesta inviata al governo e alle istituzioni regionali è quella di tradurre i formali riconoscimenti di strategicità in finanziamenti effettivi per la mobilità, affinché l’integrazione aeroportuale tra Pisa e Firenze diventi una risorsa reale e non un penalizzante ostacolo allo sviluppo del tessuto aziendale costiero.








