Pisa, 11 agosto 2026 – Un accorato appello per la tutela dell’arredo urbano e il rilancio economico del centro cittadino arriva da Alessandro Simonelli, presidente dell’Area Vasta Confcommercio Pisa. A scatenare la presa di posizione dell’associazione di categoria è stata la recente mutilazione della parte in legno de La Porta Pisana, opera simbolo situata lungo il corso di Ponsacco, episodio descritto come il segnale di un’attenzione calante verso il patrimonio pubblico. Secondo l’associazione, l’investimento sulla bellezza e sull’identità artistica del territorio rappresenta da sempre la leva principale per sostenere i negozi di vicinato e la vita sociale della comunità.
Le criticità segnalate da Confcommercio concentrano l’attenzione su Corso Matteotti, dove gli interventi del passato mostrano oggi evidenti segni di sofferenza. Tra gli elementi contestati figura la rimozione dei paralumi decorativi storici, una scelta introdotta per potenziare la luminosità della strada ma rivelatasi inefficace, tanto da aver richiesto successive integrazioni all’impianto di illuminazione e privato la via di un tratto estetico caratteristico.
Nonostante le perplessità sullo stato attuale dell’area commerciale, l’associazione conferma la disponibilità al dialogo con le istituzioni locali, facendo seguito al recente confronto con il Sindaco e l’Assessore Anna De Santi per concordare un piano di interventi non più rinviabili. Tra le priorità avanzate figurano il completamento dell’illuminazione scenografica sugli alberi di Piazza della Repubblica e la rapida attuazione del piano comunale di potenziamento dei punti luce nel centro storico.
Sul piano dell’incentivazione economica, la proposta di Confcommercio punta a favorire le riaperture dei locali sfitti in Corso Matteotti estendendo i contributi per il pagamento dei canoni di locazione anche agli studi professionali, capaci di generare un flusso continuativo di visitatori durante l’intera giornata. A questo si aggiunge la richiesta di esenzione dal canone di occupazione del suolo pubblico per le attività di ristorazione e per i pubblici esercizi sia esistenti sia di nuova apertura, riconoscendo a queste realtà un ruolo di presidio sociale imprescindibile per la vivibilità del centro.







