Quella di Firenze doveva essere la partita della vita, l’occasione perfetta per scendere in campo con il sangue agli occhi e dare finalmente un senso a una stagione nata storta e proseguita tra colpi di sfortuna ed errori grossolani. Invece, il derby del Franchi è stato archiviato come l’ennesima occasione persa da una squadra nerazzurra apparsa impaurita e timida in tutti gli episodi decisivi. Lo Sporting Club si è mostrato tecnicamente impacciato di fronte a una Fiorentina modesta e tutt’altro che irresistibile, anch’essa frenata da timori tattici ma capace di approfittare delle crepe psicologiche degli uomini di mister Hiljemark.
Il primo tempo ha evidenziato quanto lo spogliatoio sia attualmente vittima delle proprie fragilità emotive. Nonostante la spinta dei padroni di casa si fosse esaurita già a metà della prima frazione, il Pisa ha scelto la via della passività totale di fronte alle folate viola, riuscendo ad arrivare all’intervallo con un passivo minimo solo grazie ai limiti tecnici degli avversari. Nella ripresa, alcuni cambi e un accenno di coraggio hanno permesso ai nerazzurri di risalire il campo, ma proprio nel momento di massimo sforzo sono riemerse le carenze strutturali che stanno condannando la stagione.
I momenti simbolo del match sono impressi in tre istanti precisi che raccontano la pochezza espressa nel derby. In avvio di gara, un tentativo maldestro di Canestrelli di deviare un tiro di Ndour si è trasformato in un assist involontario per Kean, che ha sbloccato il risultato senza fatica. Lo stesso difensore, all’ultimo minuto di gioco, ha fallito l’occasione del possibile pareggio spedendo incredibilmente in curva Fiesole un pallone d’oro dopo un ottimo stop in area. A questi errori si aggiunge l’episodio sfortunato del rigore negato su Meister, falciato da Ranieri in area senza che né l’arbitro Mariani né il Var intervenissero per correggere una svista che, dai replay, appare solare.
Al netto degli errori arbitrali, le parole post-partita di Giovanni Corrado sui dettagli negativi non possono più nascondere una realtà evidente al ventiseiesimo turno di campionato. Con una sola vittoria raccolta da agosto a oggi, il Pisa occupa la posizione che merita a causa di una costruzione della rosa forse troppo legata al gruppo della promozione, rivelatosi non del tutto pronto per l’impatto con la Serie A. Con dodici gare ancora da disputare e trentasei punti in palio, la salvezza resta matematicamente possibile, ma senza un cambio radicale di atteggiamento e una gestione tecnica più coraggiosa, il destino dei nerazzurri sembra purtroppo segnato.







