Il campionato di Serie A appena concluso entra di diritto nei libri di storia del Pisa Sporting Club, ma sotto la voce più buia. Per la prima volta nella sua storia ultracentenaria, il club nerazzurro ha chiuso il massimo torneo all’ultimo posto in classifica. A certificare il crollo verticale è un record negativo senza precedenti nei 117 anni di vita del sodalizio: nove sconfitte consecutive incassate nel periodo compreso tra la fine di marzo e la fine di maggio.
Una parabola drammatica che porta la firma del tecnico svedese Oscar Hiljemark. Chiamato in corsa per risollevare la squadra dopo l’esonero di Alberto Gilardino, l’allenatore scandinavo ha finito per peggiorare ogni indice di rendimento, ereditando una rosa allestita male in estate e non corretta a gennaio, ma senza mai riuscire a imprimere una scossa tecnica, tattica o caratteriale.
L’atmosfera di totale logoramento è emersa chiaramente dalle parole rilasciate dall’attaccante Stefano Moreo subito dopo il KO contro la Lazio:
“È stata una stagione faticosa sotto tutti i punti di vista, gli ultimi mesi con tutte queste sconfitte consecutive sono stati pesantissimi. Per fortuna è finita, adesso ho soltanto bisogno di staccare la spina perché sono esausto”.
Di contro, Hiljemark ha continuato a mostrare un’algida freddezza, dichiarandosi pronto a rispettare il contratto e a guidare il ritiro estivo. La realtà societaria, tuttavia, viaggia in una direzione completamente opposta.
Il futuro del tecnico: la rottura con spogliatoio e piazza
Il futuro di Oscar Hiljemark a Pisa è già segnato. Subito dopo l’ultimo allenamento che precederà il “rompete le righe” ufficiale, la dirigenza convocherà l’allenatore per comunicargli il formale esonero. A pesare, oltre alla striscia storica di sconfitte, è l’ormai incolmabile distanza venutasi a creare tra la guida tecnica e lo spogliatoio, unita a una tifoseria che ha scaricato il mister già da diverse settimane.
Risolto il nodo panchina, l’amministratore delegato Giovanni Corrado e il direttore sportivo Leonardo Gabbanini daranno il via alla ricostruzione sportiva per affrontare il prossimo campionato di Serie B con ambizioni di vertice. L’obiettivo primario della società è chiaro: individuare un profilo capace di calarsi immediatamente nella realtà della piazza, ricostruendo l’entusiasmo della tifoseria e ridando stimoli a un gruppo da rifondare.
I candidati per la panchina nerazzurra
I vertici del club hanno ristretto il cerchio dei papabili a tre profili principali, con l’intenzione di ufficializzare la nuova guida tecnica entro la metà di giugno:
- Fabio Pecchia: È l’identikit che raccoglie i maggiori consensi. L’ex centrocampista vanta nel proprio curriculum due promozioni in Serie A conquistate sulle panchine di Verona e Parma, dimostrando di saper gestire la pressione di piazze esigenti e ambiziose.
- Antonio Calabro: Reduce da stagioni di altissimo livello alla guida della Carrarese, viene valutato come un profilo emergente, affamato e pronto per il salto di qualità in una piazza con obiettivi strutturati.
- Ignazio Abate: Già seguito dalla dirigenza pisana ai tempi del Milan Primavera, è reduce da un’ottima annata sulla panchina della Juve Stabia, condotta fino al sesto posto in cadetteria e alla semifinale dei playoff promozione.
Il nuovo allenatore si troverà di fronte a una vera e propria rivoluzione della rosa. Tra la chiusura di cicli storici, l’interesse del mercato estero e della massima serie per i pezzi pregiati e la necessità di fare cassa per finanziare i nuovi innesti, il parco giocatori del Pisa è destinato a cambiare radicalmente volto nel corso del calciomercato di luglio.








