Pisa si prepara a celebrare la Giornata nazionale della legalità, in occasione del 34° anniversario della strage di Capaci in cui persero la vita i magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo insieme agli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Il ricco programma di iniziative, promosso dall’assessorato alla legalità del Comune di Pisa, si articolerà in due giornate principali: sabato 23 e mercoledì 27 maggio.
Ospite d’eccezione delle commemorazioni di quest’anno sarà Massimo Caponnetto, figlio del giudice Antonino Caponnetto (il celebre magistrato che guidò il pool antimafia di Palermo dopo la morte di Rocco Chinnici).
“La sua testimonianza rappresenta un’importante occasione di riflessione per i ragazzi delle scuole cittadine e per tutta la comunità” ha dichiarato l’assessore alla legalità, Giovanna Bonanno. “Attraverso il suo racconto e il monologo teatrale in programma sarà possibile ripercorrere vicende umane e pubbliche che parlano di giustizia, coraggio e impegno civile”.
Il programma delle celebrazioni
Le iniziative messe in campo dall’amministrazione comunale si dividono in momenti cerimoniali e incontri di approfondimento culturale:
Sabato 23 maggio: la commemorazione ufficiale
- Ore 9.30 (Piazza Martiri della Libertà): Cerimonia solenne con la deposizione di una corona d’alloro alla presenza delle massime autorità civili e militari della città.
Mercoledì 27 maggio: le scuole e il teatro
- Ore 10.30 (Piazza Martiri della Libertà): Incontro con una folta rappresentanza delle scuole pisane davanti all’Edicola della legalità (struttura inaugurata dal Comune nel 2023). Interverranno Massimo Caponnetto, i rappresentanti della sottosezione distrettuale di Pisa dell’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) e le autorità cittadine.
- Ore 17.00 (Sala delle Baleari, Palazzo Gambacorti): Va in scena il monologo teatrale “Amuninni. Storia di amore e mafia”, scritto, diretto e interpretato dallo stesso Massimo Caponnetto e tratto dal suo libro “C’è stato forse un tempo”. Lo spettacolo, a ingresso libero, intreccia la storia d’amore tra i genitori del saggista (Antonino ‘Nino’ Caponnetto e Bettina Baldi) con il profondo legame di amicizia che unì il giudice a Falcone e Borsellino, fino ai drammatici giorni successivi alle stragi del 1992.








