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Allarme povertà a Pisa: il PD chiede risposte strutturali e politiche della casa dopo il Rapporto Caritas

19 Luglio 2026 Politica

Allarme povertà a Pisa: il PD chiede risposte strutturali e politiche della casa dopo il Rapporto Caritas

Pisa 19 luglio 2026 – I dati emersi dal Rapporto 2026 dell’Osservatorio sulle povertà e le risorse della Caritas diocesana di Pisa delineano un quadro sociale estremamente critico che non può più essere derubricato a fenomeno ordinario. Secondo l’analisi relativa al 2025, la Caritas pisana ha incrociato le storie di ben 2.199 persone, registrando un incremento del venti per cento rispetto all’anno precedente. Si tratta del picco più alto mai censito sul territorio, superiore persino ai dati registrati durante le fasi più acute della pandemia. Estendendo il calcolo ai familiari conviventi, il numero complessivo dei cittadini sostenuti sale a oltre 4.500 unità, a fronte di una rete di contatti con i servizi assistenziali balzata a quota venticinquemila, un valore tre volte superiore a quello dell’anno precedente. Il consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Trapani scrive che questi numeri non solo certificano lo straordinario sforzo profuso da operatori e volontari, ma impongono una risposta politica e istituzionale immediata da parte del Comune di Pisa.

Tra le emergenze più acute evidenziate dallo studio spicca il dramma della marginalità abitativa, che tra il 2022 e il 2025 ha fatto registrare un incremento record del centotrentacinque per cento. All’interno della Zona Pisana sono attualmente 1.255 i nuclei familiari regolarmente ammessi in graduatoria che rimangono in attesa di un alloggio popolare, mentre il fabbisogno potenziale stimato per l’edilizia residenziale pubblica sfiora le 7.000 famiglie. Accanto alla crisi della casa si consolida il fenomeno della povertà lavorativa, con 453 persone che, pur disponendo di un’occupazione regolare, sono state costrette a chiedere aiuto alla Caritas per far fronte alle spese quotidiane, segnando un aumento del trentasei per cento in dodici mesi. A subire l’impatto più pesante di questa fragilità diffusa sono soprattutto i minori, che rappresentano oltre un terzo degli assistiti all’interno della Cittadella della Solidarietà.

Il rapporto fa emergere una criticità profonda nel rapporto tra il mondo del volontariato e il comparto dei servizi sociali e sociosanitari pubblici. Quasi l’ottanta per cento delle persone intercettate dalle strutture Caritas risulta infatti già formalmente preso in carico da un assistente sociale. Secondo l’esponente dem, a seguito della chiusura della Società della Salute, il nodo centrale non è legato alla professionalità degli operatori del settore, ma alla frammentazione della rete organizzativa che fatica a garantire continuità assistenziale e risposte tempestive alle fasce deboli. Trapani evidenzia come il Terzo settore e le associazioni non possano e non debbano trasformarsi in un sostituto permanente del welfare pubblico, rischiando di essere lasciati soli a gestire una pressione sociale di portata storica.

La nota del consigliere regionale si conclude con un appello formale all’amministrazione comunale affinché la lotta all’esclusione sociale e il diritto alla casa tornino al centro delle priorità dell’ente con lo stanziamento di risorse adeguate e scelte programmatiche concrete. Viene sollecitata l’adozione di politiche abitative più incisive, il potenziamento del pronto intervento sociale e il superamento delle incertezze gestionali nate dopo la liquidazione della Società della Salute, definendo rapidamente un modello integrato tra sanità, assistenza pubblica e Terzo settore. Il picco storico di richieste di aiuto registrato in un anno privo di shock macroeconomici esterni dimostra come la povertà a Pisa abbia ormai assunto un carattere strutturale, richiedendo un cambio di passo immediato da parte delle istituzioni locali.

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