Pisa, 10 giugno 2026 – Alexander Knaster ha sparigliato le carte con un blitz d’altri tempi, consegnando le chiavi della ricostruzione nerazzurra a Paolo Bianco. L’accordo, un biennale secco fino al giugno 2028 con una clausola di prolungamento per l’anno successivo legata ai risultati, si è concretizzato in una manciata di ore concitate, non appena il tecnico foggiano ha stracciato il vecchio vincolo che lo ancorava ancora al Monza.
Quella che a fine maggio sembrava solo una delle tante suggestioni destinate a sfumare nel mare magnum del calciomercato, si è trasformata nel perno del nuovo corso societario. Bianco ha vacillato, ha preso tempo, frenato dai legami con la Brianza, ma l’affondo deciso del patron in persona ha fatto saltare il banco. Knaster non si è limitato a pareggiare le cifre e le scadenze del precedente contratto, ma ha convinto l’allenatore mettendo sul piatto un progetto tecnico totale e la promessa di una totale autonomia gestionale.
La scelta della dirigenza è stata dettata dalle capacità di mister Bianco di lavorare sul fattore emotivo e lo ha dimostrato a Monza e a Frosinone.
Il Pisa, oggi, non ha solo bisogno di schemi, ma di un elettroshock emotivo. Bianco è l’identikit perfetto per rigenerare i senatori delusi, dare un senso nuovo alla rosa e far ripartire una piazza che ha fretta di dimenticare l’ultimo anno e di ritrovare la sua identità più fiera.








